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SALALAH

La regina dell’Oman
Nazioni:
Data pubblicazione: 22/05/2018
Categoria: Diario del Pv

Avevo nostalgia della mia terra, quella stessa terra che mi aveva rapito qualche anno prima. Così mi sono deciso ed ho prenotato una settimana a Salalah, la "culla" dell’Incenso, il cui profumo lo si avverte in ogni angolo della città.

Arrivati in hotel, presi la mia mappa un po’ consumata, ed ho subito iniziato a scrivere le mete che avrei visitato. È così che la mia settimana di riscoperta è iniziata: seduto sul pavimento, con una mappa un po’ stropicciata, sorseggiando del buon caffè al profumo di acqua alle rose e cardamomo; attorno cascate di datteri freschi a volontà.

Decisi che avrei iniziato dalla città: volevo immergermi ancora una volta nella loro cultura. Feci un ultimo controllo della borsa: Canon, cellulare, caricabatterie, kefiah. Sono partito immediatamente la mattina successiva con i miei amici. Lungo l’escursione abbiamo incontrato due signori di Modena: Ivo e Nara. La sintonia è stata subito forte, e l’amicizia nacque così: tra mercatini, incensi e quattro risate.

Chiudo gli occhi, ed è come se quelle immagini siano state appena catturate nella mia mente, non mi rendo conto che i mesi sono già passati! Vedo la Moschea luccicare ai miei occhi, sotto una luce intensa, incastonata in un cielo azzurro, limpido, senza macchia. Poco più avanti il palazzo reale circondato da una “foresta” di Palme da Cocco. È tutto così bello, autentico ed affascinante, che non mi sembra possibile.

Ricordo quell'enorme sole alto e caldo nel cielo, è quasi ora di pranzo, ma c’è ancora tempo per un po’ di shopping nel mercato locale. Lungo la strada incontriamo molti Omaniti, tutti ci salutano con sorrisi e ci accolgono con eleganza. È una popolazione felice: lo si legge nei loro occhi. Stanno bene e ti danno il loro benvenuto “Ahlan Wa Sahlan”. C’è sicurezza, tanta, non ci sono paure. C’è solo tanta accoglienza e rispetto.

Continuiamo la nostra visita: neanche a dirlo, mi sono subito perso nei negozietti di artigianato locale assieme a Luca e Tatiana! Per un attimo la voglia di visitare era scomparsa, lasciando il posto al desiderio di fare un po’ di shopping, beh, anche questo fa parte del viaggio!

Il tempo sta per esaurirsi e rientrando, sotto il sole cocente decidiamo di fermarci per bere. Lungo la strada si trovano tanti banchi dove poter acquistare del cocco appena colto, gustandone il suo succo.
Dopo un breve pit stop, ripartiamo per fare rientro al nostro hotel, dove avremmo trascorso il resto della giornata per un po’ di relax lungo la bellissima spiaggia di Taqa.
Sul pullman, la prima cosa che feci fu tirare fuori ancora una volta la mia mappa; nonostante la stanchezza, la voglia di programmare i giorni avvenire era troppo forte per poterla rimandare. Ricordo ancora che iniziai a sfogliare la mia guida di viaggio, un po' come fanno i bambini scartando un cioccolatino. Povera la mia guida! Ormai sbiadita dalle innumerevoli volte che l’ho usata! Un nome mi casca subito all'occhio: Fazayah Beach, nei miei vecchi viaggi ne avevo sentito parlare, ma non avevo ancora avuto l’opportunità di visitarla. Ho deciso che mi sarei dovuto documentare: mi sembrò molto bella dalle immagini che sfogliavo, e, soprattutto, rimane lungo la strada dell’incenso. Impossibile andare nel Dhofar e non vedere gli alberi di incenso; sarebbe come andare a Roma e non vedere il Colosseo!

La mattina successiva, dopo una veloce colazione, ci incontrammo con il nostro autista ed in 4 X 4 partimmo alla volta di Fazayah. Ancora non lo sapevo, ma su quella spiaggia bagnata dall’Oceano Indiano, ci avrei lasciato un pezzo del mio cuore.

Lungo la strada per questa spiaggia ci siamo fermati a visitare delle piantagioni di Incenso: si tratta di arbusti (maschio e femmina) che producono in base alla qualità diversi tipi di incenso. L’incenso viene prodotto solo a Salalah in tutto il mondo, ed il Vaticano stesso è il maggiore consumatore della migliore qualità che esista!

Ripartiamo subito dopo, la nostra direzione era l'Oceano. Ricordo le bellissime strade ampie, i colori della terra e del cielo. Ero emozionato perché l'Oman mi regala ogni volta un'emozione diversa, e comprendo solo adesso che non smetto mai di conoscerlo, di appassionarmi e di innamorarmi di questo Paese e della sua cultura unica, imponente e magnifica.

Aladin, la nostra guida, si girò ed avvolto dal suo magnifico turbante di kefiah, mi disse: "Antonio girati alla tua sinistra, fra poco arriviamo".  Mi voltai all'istante: decine e decine di dromedari al pascolo si aggiravano lungo la stradina scoscesa e tortuosa che, da lì a poco, ci avrebbe condussi in una delle spiagge più belle che io abbia mai visto, paragonabile quasi alle Seychelles.

Fazayah appariva ai nostri occhi come una pietra preziosa: nessuno a parte noi la stava vivendo in quel momento, c'era solo un mare magnifico, calmo e caldo, di un turchese unico. La battigia bianca e fine come il talco ti invitava a sdraiarti per assaporarne tutta la sua essenza. Il sole era veramente alto, il caldo: intenso. Non potevo più resistere ed assieme ai miei amici ci siamo immediatamente buttati in quelle acque così belle e uniche.

Guardare la spiaggia dal mare era un qualcosa di incredibile: potevi percepire la bellezza in ogni dove, in ogni cosa, in ogni particolare. Ricordo che all'estremità della spiaggia vi erano delle rocce calcaree chiare, enormi ed imponenti. Il posto andava assolutamente esplorato: nuotavamo e fra scherzi e capriole in acqua, ci trovammo dall'altro lato delle rocce. Piccole baie bagnate dalle onde facevano da habitat per i granchi: erano centinaia e centinaia!!.
Misi gli occhialini, volevo capire com'era il fondale. Ne rimasi subito sorpreso: murene, pesci colorati e banchi di pesciolini di varie misure sfilavano sotto di me, come se stessero volando nell'acqua.
L'emozione che ho provato a Fazayah è quasi paragonabile a quella vissuta nel deserto. Ero davvero felice di essere lì in quel momento e di vivere così tante emozioni, anche contrastanti.

Il pranzo è stata la goccia di cioccolata in una cascata di panna: grigliata in riva al mare, mangiando in quel paradiso terrestre il mio cuore si riempiva di gioia ed anche di tristezza: non sarei mai voluto andare via da lì, volevo che quella sensazione di felicità durasse in eterno, un po' come quando si scatta una foto che resta per l'eternità, che incornicia quel momento felice.

Aladin mi fece un cenno: era già ora di ritornare in hotel. La strada era lunga, e presto, il sole avrebbe lasciato il suo posto a milioni di stelle nel cielo!
Salimmo in macchina: ero consapevole che una parte di me sarebbe rimasta lì, ma feci una promessa al mare: "tornerò presto a trovarti" ed è così, che oggi mi ritrovo con la cartina in mano a pianificare il mio prossimo viaggio in Oman a settembre!



Euphemia Personal Voyager Antonio Signorino Gelo (VIAREGGIO)

"Dopo una buona esperienza maturata in agenzia tradizionale, ho deciso nel febbraio 2017 di diventare Personal Voyager, perché penso che questo sia l’unico modello lavorativo, che mi consente di seguire attentamente il Cliente in ogni sua esigenza, dedicandogli tutto il tempo necessario per la realizzazione dei suoi sogni." 

Mail: antonio.signorino@euphemia.it

Tel: +393926437486

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