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LISBONA

Il paese del sole!
Data: 28/04/2017 PORTOGALLO Categoria: Curiostà

Ognuno di noi ha dei luoghi che rimangono nel cuore, dove tornare e ritornare e da cui, ogni volta ripartire con una morsa allo stomaco. Il Portogallo, e Lisbona in particolare, può essere proprio questo: una splendida morsa allo stomaco.

Il Portogallo è il paese del sole, dei colori caldi, delle azulejos, il Portogallo è quel luogo dove vai per ritrovare il buon umore. Si hanno spesso pregiudizi su questo Paese, perché sebbene così vicino a noi, e con così tante cose in comune, è una meta relativamente recente per il nostro turismo.

Fino agli anni ’70 infatti, la dittatura non l’ha resa molto attraente e negli anni immediatamente successivi, la povertà che vi imperversava ce ne ha proprio tenuti lontani.

Lisbona è la città delle dicotomie, dei chiaro-scuri, che sono tangibili negli sguardi, nei palazzi, nei sapori e nella città intera; essa racchiude al suo interno gli sfarzi di una storia lontana, la povertà dei momenti difficili (che fortunatamente sta diventando sempre più un ricordo), la forza imperante delle tradizioni e la grande spinta propulsiva verso il progresso e la modernità.

Ci sono quartieri come il Bairro Alto, il Chiado dove le piccole casette colorate fanno intravedere dalle finestre, piccole donne ricurve che ancora portano abiti neri e foulard in testa, i suonatori di Fado, la malinconica melodia che ha sempre fatto da colonna sonora a questa città, e la zona di Campo Grande dove campeggiano splendidi nuovi atenei e grandi ospedali universitari.

Una città che ricorda Roma. In realtà, queste due città di cose in comune ne hanno parecchie…

Entrambe sorgono su 7 colli, entrambe sono state luoghi importanti per il grande Giulio Cesare, la leggenda della fondazione di entrambe comincia con l’approdo sulle loro spiagge, entrambe sono vicinissime al mare, ma sono cullate da importanti fiumi.

A Lisbona ci sono ancora luoghi in centro città dove puoi sentire silenzio, dove la città sembra dolcemente in attesa di essere scoperta e dove i ritmi sono ancora quelli di un tempo che non c’è più; basta chiedere di essere portati a “Belém” per ritrovarsi a chiacchierare con un tassista che cerca di farti comprendere meglio qual è l’attuale situazione del Paese, percorrendo delle strade che mostrano il grande e vecchio acquedotto lisbonese. “O Aqueduto das Aguas Livres”, risalente al ‘700 e dismesso negli anni ’60, grande monumento che ha addirittura resistito al terremoto del 1755. La città dormiente, un timido raggio di sole che fa capolino da dietro le nuvole, una camminata ristoratrice tra la Torre di Belèm e il monumento Dos Escobridores, le bancarelle di sughero e azulejos che cominciano ad arrivare, l’aria salmastra… è un giorno come tanti a Lisbona, è un giorno feriale a Lisbona, ma i volti assonnati sono sereni, quasi serafici, è tutto diverso, è tutto surreale, sembra quasi un meraviglioso quadro di un artista ispirato.

Davanti al monastero Dos Jeronimos, il maggior monumento in stile manuelino ancora esistente in città, iniziano ad arrivare i primi turisti, gli autobus cominciano a farsi più frequenti; si rimane senza fiato se ci si sofferma sui dettagli che ricordano il perché il monastero è sorto: esaltare la potenza marittima del Portogallo e le sue conquiste; ammirare le pareti del refettorio, la perfezione e l’accuratezza del giardino centrale, la grande navata centrale dell’interno, la lignea sagrestia  e la cappella interna con le tombe reali. La gente si accalca attorno alla tomba di Vasco Da Gama che è il protagonista della storia di questo monastero, che sorge nel luogo dove prima si ergeva la chiesa in cui hanno pregato lui e gli uomini del suo equipaggio prima di salpare per le Indie, proprio dalle spiagge che si trovano dall’altra parte della superstrada.

È tempo di lasciare Belém, c’è tanto da vedere, c’è tanto da scoprire e c’è tanto da amare.

La sera è il momento di rifarsi la bocca col Bacalhau, di ascoltare il Fado sorseggiando del Porto o del Madeira e di recarsi all’LX FACTORY, ex complesso industriale del quartiere di Alcantara, diventata negli ultimi anni il centro culturale e della movida lisbonese; uno spettacolo di gente e vita anche durante il giorno. Ora ci vuole solo una passeggiata in Plaza do Comercio a guardare il Tago: domani è un altro giorno pieno di meraviglie in questa città dai mille chiaro-scuri.

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