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ISLANDA

Una sorpresa continua...
Data: 04/12/2016 ISLANDA Categoria: Pillole di Viaggio

Chi decide di partire per l’Islanda, è perché l’ha sognata da tutta la vita. Chi invece ancora non la conosce ma ne è estremamente attratto il primo step è documentarsi! La curiosità deve prevalere sempre e comunque

Partiamo da quelle che sono le credenze “popolari” su questa destinazione, quegli assiomi che nascono dal pensiero collettivo e che iniziano ad illuminarsi tipo Jackpot quando viene nominato un luogo qualsiasi nel mondo.

Primo: l’Islanda è fredda!

Affermazione e, ovviamente, dato di fatto. Un luogo chiamato “l’Isola dei ghiacci”, non offre le temperature caraibiche o sudamericane. Seppur d’estate, con una certa escursione termica night/day, si hanno spesso 18°-20°; una mano santa per chi non sopporta i climi afosi.

Secondo: è una vacanza da sportivi!

Beh, in un certo senso sì, ma con moderazione; chi decide di partire in direzione Islanda, deve comunque essere incline al movimento fisico anche se la Ring Road si percorre comodamente seduti su Jeep o pullman e la fatica la si fa solo se si decide di farla.

Ovvio è che sia la meta ideale per trekking strabilianti da rimanere a bocca aperta per lo spettacolo che madre natura regala ad ogni passo.

Passiamo al punto, direttamente connesso:

“L’Islanda riserva sorprese strabilianti”. Una settimana in Islanda è come fare una maratona di National Geographic e Super Quark. L’Islanda della wild life presenta spettacoli che davvero diventano difficili da descrivere a parole.

Poter assistere ad uno spaccato di vita delle balenottere nel loro habitat ed in tutta la loro imponenza può essere davvero elettrizzante. Proprio il 2016 è l’anno in cui l’Islanda ha deciso di sospendere la caccia a questi splendidi animali marini nelle proprie acque, quindi diventa possibile che la voce tra i cetacei si sparga rapidamente e che nel 2017, ci sia tipo un “Whale Pride”, che permetterebbe agli avvistamenti di essere ancora più numerosi. Ma questa è solo una congettura.

Ma al di là delle balene, pensare che in un’isola così piccola ci sia così tanta natura, lascia quasi attoniti: vedere vulcani, passare accanto a scenografici geyser, rimanere incantati dalla vegetazione, dai pony islandesi che galoppano liberi, perdere le parole assistendo allo spettacolo di maestose cascate. Menzione d’onore al pezzo forte islandese, la star estiva di questo luogo, cioè il “sole di mezzanotte”, motivo per il quale le ore di luce sono di gran lunga superiori a quelle di buio che, a dirla tutta, quasi non si fa vedere in questo periodo dell’anno.

Punto quattro: “L’Islanda è Natura, Natura e solo Natura…” Poveri miscredenti!

Non molti sono a conoscenza del fatto che gli islandesi fanno l’aperitivo, concludono i contratti nelle e passano le domeniche in famiglia nelle piscine d’acqua calda naturale… La mentalità è molto avanti! Sì, ma un po’ di divertimento?  Gli uomini del Nord, in questo sono maestri, quindi meglio non sottovalutare la loro potenza. Capitare per caso di capitare al venerdì nella capitate, Reykjavík, in cerca della “movida” islandese magari reduci da trekking e km per la Ring Road, fa comprendere come questi islandesi siano professionisti del divertimento! Locali dove l’alcol scorre a fiumi, feste, alcol, canti, alcol, folklore e ancora alcol; serate interminabili (anche perché se non tramonta il sole, il termine della serata diventa opinabile). La città si trasforma in una gioiosa baldoria, sia nei locali pubblici che nelle abitazioni private. Un vero e proprio festival di gente.

Ci sarebbero ancora tante e tante cose da dire su questo viaggio, ma l’unico modo per arrivare ad una conclusione, è quella di partire. Quando si tornerà, si potrà davvero dire “Vero” o “Falso”.

Prima sono solo parole, congetture e “sentito dire”.

 

 

<<...sono alcuni che negano questo caso, e narrano che un fierissimo vento, levatosi mentre che l'Islandese parlava, lo stese a terra, e sopra gli edificò un superbissimo mausoleo di sabbia: sotto il quale colui diseccato perfettamente, e divenuto una bella mummia, fu poi ritrovato da certi viaggiatori, e collocato nel museo di non so quale città di Europa. >>

G.Leopardi 

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